Che cosa rivela una diagnosi elettronica auto?
Un’auto recente conta numerose centraline collegate in rete: motore, cambio, freni, sospensioni, climatizzazione, funzioni di comfort. Ognuna sorveglia i propri sensori e registra le anomalie sotto forma di codici di errore, spesso con le condizioni in cui si sono verificate. La diagnosi elettronica consiste nell’interrogare queste centraline con strumenti di diagnosi adatti a ciascuna marca.
La lettura è solo il punto di partenza. Un codice che indica un sensore non significa sempre che il sensore sia guasto: un connettore ossidato, un filo consumato o una tensione di batteria troppo bassa producono gli stessi sintomi. Per questo non sostituiamo mai un pezzo sulla sola base di un codice.
- lettura dei codici di errore di ogni centralina e cancellazione solo dopo l’analisi;
- parametri in tempo reale: temperature, pressioni, regimi, tensioni, sonde, osservati a motore acceso e su strada;
- azzeramenti e adattamenti dopo un tagliando o la sostituzione di un pezzo, nei limiti di quanto consentono gli strumenti per ogni auto;
- controllo dell’alimentazione delle centraline e della rete di bordo.
Come si svolge la ricerca di un guasto elettrico?
Procediamo con ordine. Prima ascoltiamo ciò che ha notato e in quali condizioni: a freddo, sotto la pioggia, dopo un lungo viaggio. Poi riproduciamo il guasto se possibile, leggiamo le memorie e verifichiamo con la misura — tensione, continuità, resistenza, caduta di tensione sotto carico. Lo schema elettrico dell’auto guida la ricerca; la misura la conferma.
Trovata la causa, riceve un preventivo dettagliato voce per voce. Nessuna riparazione inizia senza il Suo consenso, e la fattura dettagliata conserva traccia di ciò che è stato fatto: utile per lo storico dell’auto e per un’eventuale vendita.
Perché la batteria si scarica da sola?
Da ferma, un’auto recente continua a consumare un po’ di corrente: allarme, memorie, centraline in standby. Quando un modulo non va in riposo, un relè resta incollato o un accessorio è stato collegato male, questo assorbimento parassita svuota la batteria in pochi giorni.
Per individuarlo si misura la corrente assorbita ad auto chiusa, dopo il tempo di messa a riposo delle centraline, poi si isolano i circuiti uno a uno. Su molte auto recenti la sostituzione della batteria va inoltre registrata nel sistema di gestione della carica: un passaggio spesso dimenticato che altrimenti altera la ricarica. Per un’auto che viaggia poco, un rimessaggio con batteria in mantenimento di carica evita molte sorprese.
Impianto elettrico delle auto d’epoca: cablaggi, masse e ricarica
Su un’auto degli anni Cinquanta–Ottanta l’impianto elettrico è più semplice, ma è invecchiato. Gli isolanti dei cablaggi induriscono e si crepano, i connettori si ossidano, le masse si degradano con la ruggine. Molti guasti apparentemente misteriosi di un’auto d’epoca — fari deboli, indicatore capriccioso, avviamento incerto — dipendono da una massa difettosa o da un contatto stanco.
Durante una revisione meccanica l’impianto elettrico viene trattato insieme al resto: un motore rifatto merita un’accensione e una ricarica impeccabili.
- cablaggi: controllo, riparazione localizzata o rifacimento, con fili e guaine di aspetto fedele all’originale se lo desidera;
- ricarica: dinamo o alternatore, regolatore, cinghia, tensione di ricarica misurata;
- avviamento: motorino, solenoide, cavi e trecce di massa;
- accensione: puntine e condensatore, bobina, spinterogeno, cavi e candele, oppure accensione elettronica secondo l’auto;
- relè, fusibili, interruttori e devioluci.
Spia motore accesa: che cosa fare?
Una spia motore gialla fissa segnala un’anomalia registrata, il più delle volte legata alle emissioni o a un sensore: in genere l’auto può circolare, ma il difetto va letto senza tardare. Una spia motore lampeggiante, o una spia rossa della pressione dell’olio o della temperatura, impone invece di fermarsi.
Le spie dei freni e dell’ABS meritano un’attenzione particolare. Un sensore ruota sporco o un cablaggio danneggiato bastano ad accenderle, ma possono anche indicare un livello del liquido insufficiente o pastiglie usurate. La diagnosi prosegue allora sull’impianto frenante stesso.
Una diagnosi adatta a ogni marca
Ogni costruttore ha le sue logiche, i suoi punti deboli noti e le sue procedure. Per una Porsche, dalla 911 Carrera 3.2 alla 992, la pagina diagnosi Porsche descrive i punti propri del marchio, dal relè DME delle 911 classiche al rapporto dei fuorigiri.
La diagnosi rientra spesso in una manutenzione regolare: leggere le memorie a ogni tagliando permette di cogliere un difetto nascente prima che fermi l’auto. Officina indipendente, Le indichiamo prima di intervenire che cosa è possibile sulla Sua vettura.