Quale pelle scegliere per la tappezzeria auto?
Una pelle pieno fiore conserva la superficie naturale del pellame, la sua grana e la sua traspirabilità. Una pelle anilina è tinta in botte, senza strato pigmentato in superficie: morbida al tatto, prende presto la patina, ma teme la luce e le macchie. Una pelle pigmentata riceve una rifinizione colorata che la protegge; è la più diffusa in campo automobilistico e la più resistente nell’uso quotidiano.
Le pelli inglesi Connolly, della storica casa che ha fornito Rolls-Royce, Jaguar, Aston Martin e Ferrari, restano un riferimento; poiché l’attività storica è cessata all’inizio degli anni 2000, proponiamo pelli nello spirito Connolly, scelte su campione. Per gli interni inglesi, consulti le nostre pagine sulla tappezzeria Rolls-Royce e sulla tappezzeria Bentley.
L’Alcantara, microfibra prodotta in Italia, ha un tatto simile alla pelle scamosciata e una buona tenuta: è adatta a volanti, inserti dei sedili e cieli, da sola o abbinata alla pelle, come su sedili di Range Rover realizzati in officina.
Pepita, pied-de-poule, tartan: i tessuti d’epoca
Molte classiche non uscivano dalla fabbrica con interni tutti in pelle. Porsche vestiva la 356 e le prime 911 con il suo pied-de-poule «Pepita», poi propose tessuti tartan su alcune vetture degli anni Settanta; altri marchi univano panno, velluto e similpelle. Un rifacimento fedele riprende il disegno, la sua scala, il verso del tessuto e la ripartizione dei materiali tra seduta, schienale e fianchetti. Gli interni Porsche sono trattati nella nostra pagina sulla tappezzeria Porsche.
La moquette conta altrettanto: lana bouclé o velluto secondo l’origine, bordi rifiniti, paratacco sotto i pedali. Il cielo, in tessuto o in vinile, si tende senza pieghe né bolle. Una capote si rifà in tela, mohair o vinile, con il lunotto, le cuciture e la tenuta all’acqua.
Sotto il rivestimento: gommapiuma, molle e juta
Un sedile sfondato non si salva con un rivestimento nuovo. Su un’auto d’epoca, la seduta poggia su molle o cinghie, ricoperte di juta, crine o fibre, poi di gommapiuma. Con gli anni la gommapiuma si schiaccia e si sbriciola, le molle cedono: anche il rivestimento più bello farebbe presto delle pieghe.
Il sedile viene quindi spogliato fino al telaio. Molle e cinghie si controllano, l’imbottitura si rifà, la gommapiuma si sostituisce e si modella per ritrovare il sostegno originale, prima di montare il nuovo rivestimento.
Volante, plancia, pannelli porta e bagagliaio
La tappezzeria va ben oltre i sedili. Una plancia rivestita in pelle, pannelli porta, una console, un volante cucito a mano, profili, impunture semplici o doppie, una trapuntatura a losanghe: ogni elemento si progetta insieme al resto dell’abitacolo. Sulla 964 Carrera 4, la pelle cognac prosegue fino al bagagliaio anteriore, rivestito di pelle trapuntata.
Alcuni interni realizzati in officina mostrano la gamma delle possibilità: la Ferrari 612 Scaglietti in pelle blu-verde con cavallino rampante ricamato, una F12 color turchese, una Classe G in pelle arancione fino al volante, un Defender in pelle cognac e teak. Sedili e volanti di auto recenti, in pelle e Alcantara, sono trattati allo stesso modo; veda anche la nostra pagina sulla tappezzeria Ferrari.
Conservare, restaurare o rifare come in origine?
Un interno originale ben conservato ha un valore che nulla può sostituire. Quando la pelle è sana, si pulisce, si nutre e si ricolora localmente; una cucitura si riprende, un singolo pannello si rifà in una tinta accordata. Quando è consumata fino alla trama, si impone il rifacimento fedele all’origine, oppure un’interpretazione personale, se la preferisce.
La Pagoda 280 SL trattata in officina ha così ricevuto un interno completo in pelle cognac. Le particolarità degli interni del marchio sono descritte nella nostra pagina sulla tappezzeria Mercedes-Benz.





















