Lotus, la leggerezza come principio
Fondata nel 1952 e con sede a Hethel, nel Norfolk, dal 1966, Lotus ha costruito la propria fama su un’idea: togliere peso invece di aggiungere potenza. Le sue vetture uniscono un telaio rigido e leggero a una carrozzeria in vetroresina, poi in composito.
Questa scelta cambia il modo di lavorare. La carrozzeria non arrugginisce, ma si crepa, si cavilla e si ripara diversamente dalla lamiera; il telaio regge tutta la struttura e va esaminato per primo. Uno specialista Lotus comincia quindi col separare le due questioni.
Elan ed Europa: telaio a trave e vetroresina
La Elan, prodotta dal 1962 al 1973, appoggia una carrozzeria in vetroresina su un telaio a trave centrale in acciaio, con un quattro cilindri bialbero Lotus-Ford di 1,6 litri. La più grande Elan +2 la affianca dal 1967. Su queste vetture il telaio arrugginisce soprattutto alle estremità e agli attacchi delle sospensioni; la sua sostituzione richiede di smontare la carrozzeria.
La Europa, dal 1966 al 1975, colloca il motore in posizione centrale: prima un’unità Renault, poi il bialbero Lotus sulle Twin Cam e Special. Molto più tardi, la Elan M100, dal 1989 al 1995, riprende il nome con la trazione anteriore e un motore Isuzu.
Lotus Esprit: dal quattro cilindri al V8 biturbo
Disegnata da Giugiaro e venduta dal 1976 al 2004, anche la Esprit unisce un telaio a trave in acciaio a una scocca in vetroresina. Debutta con un quattro cilindri Lotus di 2 litri, poi di 2,2 litri; la Turbo arriva nel 1980 e un V8 biturbo di 3,5 litri progettato da Lotus segue nel 1996.
Il telaio delle Esprit può soffrire di corrosione, soprattutto sulle vetture più vecchie o mal conservate: il suo stato si legge bene solo dopo un esame attento, a volte a carrozzeria smontata. Sulle Turbo e sulle V8 si sorvegliano anche il calore sotto il cofano, i manicotti, le tubazioni dell’olio del turbo e il raffreddamento.
Elise, Exige, Evora, Emira: l’alluminio incollato
La Elise, lanciata nel 1996, inaugura un telaio in profilati di alluminio estrusi e incollati, molto rigido per un peso minimo. Riceve prima il quattro cilindri Rover della serie K, la cui guarnizione della testata è un punto noto, poi motori Toyota. La Exige, coupé derivata dalla Elise, arriva nel 2000.
La Evora del 2009 e la Emira, ultima Lotus con motore termico, usano il V6 Toyota di 3,5 litri, sovralimentato con compressore secondo le versioni, e la Emira è proposta anche con un quattro cilindri di origine AMG. I modelli elettrici recenti, come la Eletre, vengono esaminati prima di ogni preventivo, e un intervento sul sistema ad alta tensione si valuta caso per caso.
Tagliando e restauro di una Lotus
Il tagliando segue il piano di manutenzione del costruttore per ogni generazione: olio e liquidi, freni, assetto e, su Elise ed Exige, un’attenzione particolare a raffreddamento e perdite. La fattura dettagliata entra nella storia della vettura.
In un restauro, telaio e carrozzeria si trattano separatamente. La carrozzeria in composito richiede una preparazione specifica prima della verniciatura; il telaio in acciaio si controlla, si tratta o si sostituisce secondo il suo stato. Una sportiva leggera di un’altra scuola, con V8 Ford, è presentata nella pagina De Tomaso.