Quali Jaguar accoglie l’officina?
Dalla XK120 del 1948 alla F-Type, Jaguar ha costruito vetture che la tecnica separa profondamente: roadster con telaio separato, berline sportive a scocca portante, grandi coupé a dodici cilindri e, più tardi, sportive in alluminio. Tutte sono accolte in officina, per un tagliando, una revisione meccanica o un restauro Jaguar completo. Alcuni riferimenti per collocare ogni famiglia:
- XK120, XK140 e XK150 (1948–1961): roadster, coupé e cabriolet su telaio separato; le primissime XK120 avevano la carrozzeria in alluminio, prima del passaggio all’acciaio;
- Mark 2 (1959–1967): berlina sportiva a scocca portante, in versione 2.4, 3.4 e 3.8, proseguita dalle 240 e 340;
- E-Type (1961–1975): coupé, roadster e 2+2, descritte in dettaglio nella nostra pagina Jaguar E-Type;
- XJ6 e XJ12 (dal 1968 e dal 1972): grandi berline in tre serie, oltre alla coupé due porte XJ-C della Serie 2;
- XJ-S (1975–1996): gran turismo V12, poi anche con il sei cilindri AJ6, in versione coupé, cabriolet e convertible;
- XK8 e XKR (1996–2006): coupé e cabriolet V8, con compressore sulla XKR;
- F-Type (2013–2024): struttura in alluminio, motori quattro cilindri, V6 e V8 con compressore a seconda delle versioni.
Sei cilindri XK, V12, V8: tre motori, tre approcci
Il sei cilindri in linea XK è rimasto in produzione per oltre quarant’anni, dalla XK120 alle ultime limousine Daimler. Basamento in ghisa, testata in alluminio, distribuzione a catena in due stadi: si giudica dalla tensione delle catene, dallo stato della testata, dalla pressione dell’olio e dalle perdite. I suoi carburatori, SU nella maggior parte delle versioni, richiedono una sincronizzazione precisa. Quando va aperto, la revisione del motore comincia con lo smontaggio e le misurazioni.
Il V12 di 5,3 litri, comparso nel 1971 sulla E-Type Serie 3, ripreso poi dalla XJ12 e dalla XJ-S prima di passare a 6 litri, ha basamento e testate in alluminio, con un albero a camme per bancata. Il suo punto delicato è il raffreddamento: radiatore, pompa, manicotti e circuito si controllano con cura, così come accensione e alimentazione.
Sulle XK8 e XKR, i primi V8 AJ-V8 sono noti per i tendicatena in plastica della distribuzione, e alcuni per il rivestimento Nikasil dei cilindri: due punti verificati prima di qualsiasi altra decisione.
Radica di noce, pelle e cromature: l’abitacolo Jaguar
Il carattere di una Jaguar d’epoca vive anche nell’abitacolo: plancia e modanature delle porte impiallacciate in radica di noce, sedili in pelle con profili, moquette spesse, cielo. Su una Mark 2 o una XJ6 l’impiallacciatura si crepa, si stacca o perde la vernice al sole; viene ripristinata insieme alla tappezzeria.
La tappezzeria è interamente realizzata in officina, fedele all’originale o in un abbinamento a Sua scelta. Paraurti, modanature e calandre ricevono una cromatura organizzata dall’officina, perché la brillantezza delle cromature risponda alla profondità della vernice.
Manutenzione o restauro: da dove cominciare?
Su una Jaguar d’epoca, il primo appuntamento è un esame completo: struttura e corrosione, motore, cambio, freni, retrotreno, impianto elettrico, abitacolo. Distingue ciò che riguarda la manutenzione da ciò che richiede un intervento più profondo, e costituisce la base di un preventivo dettagliato voce per voce.
Il retrotreno a ruote indipendenti, comune alla E-Type, alle XJ e alla XJ-S, porta i dischi dei freni accanto al differenziale anziché nelle ruote: il loro controllo fa parte di ogni esame. Per una vettura lontana, un primo parere è possibile su foto e video.