Mercedes 280 SL Pagoda: restauro e insidie

Restauro Mercedes Pagoda W113: sottoporta, pianali, longheroni, iniezione Bosch, false 280 SL e stucchi ingannevoli. I punti da conoscere.

Scocca di Mercedes 280 SL Pagoda laccata di nero nella cabina di verniciatura dell’officina, riflessi dei neon.

La Mercedes-Benz SL della serie W113 porta un soprannome che deriva dal suo hard-top. Il padiglione, leggermente concavo, ricorda il tetto di una pagoda. Il disegno è di una sobrietà rara, la costruzione di una qualità notevole, e la vettura si guida con una dolcezza che non è invecchiata. È proprio per questo che una Pagoda merita un restauro rigoroso: dietro una bella carrozzeria, una scocca affaticata può nascondersi a lungo.

Ecco ciò che esaminiamo nell’officina di Mougins prima di avviare un cantiere, e le insidie più frequenti.

Tre versioni, una sola linea

La W113 è stata prodotta dal 1963 al 1971, in tre versioni: 230 SL, 250 SL e 280 SL. Tutte adottano un sei cilindri in linea alimentato da un’iniezione meccanica Bosch. La 280 SL, l’ultima e la più ricercata, condivide l’essenziale della scocca con le versioni precedenti. Tutte e tre potevano ricevere l’hard-top « pagoda », la capote in tela, o entrambi.

Questa vicinanza tra le versioni spiega una delle insidie del mercato, su cui torneremo.

La scocca: il cuore della questione

Su una Pagoda, la meccanica è raramente la voce più costosa. La scocca lo è quasi sempre. Una parte delle parti apribili è in alluminio, ma la struttura è in acciaio, e quell’acciaio arrugginisce nei punti che si guardano di meno.

Le zone da ispezionare

  • i sottoporta, per tutta la loro lunghezza;
  • i pianali, davanti come sotto i sedili;
  • i longheroni anteriori e posteriori, che sostengono la struttura;
  • i punti di sollevamento;
  • i passaruota e la parte bassa dei parafanghi;
  • il fondo del bagagliaio e l’alloggiamento della ruota di scorta.

Una Pagoda che sembra sana vista dall’esterno può avere pianali ripresi con lamiere sovrapposte, o longheroni indeboliti. Soltanto un esame sul ponte, poi una scocca messa a nudo, permettono di giudicare.

L’insidia degli stucchi

Occorre distinguere due materiali. Il sigillante protegge le saldature e le giunzioni della lamiera: è indispensabile. Lo stucco, invece, serve a livellare una superficie; in strato spesso, può mascherare un foro, una lamiera corrosa o una riparazione sommaria. Una vernice recente e brillante su una scocca mai messa a nudo deve indurre alla prudenza. Uno spessimetro fornisce prime indicazioni, ma soltanto la sverniciatura dice tutto.

Sulla Pagoda nera restaurata in officina, la scocca è stata messa a nudo, sul suo telaio di supporto. Pianale e tunnel sono stati trattati con il fondo, e ogni saldatura ha ricevuto un cordone di sigillante nuovo prima della laccatura nera in cabina. È questo lavoro invisibile, una volta rimontata la vettura, a fare la durata di un restauro.

La meccanica

L’iniezione meccanica Bosch

L’iniezione Bosch della W113 è affidabile quando è ben regolata. Lo è molto meno in mani che non la conoscono. Una Pagoda che si avvia male, strappa a freddo o consuma troppo ha spesso bisogno soltanto di una regolazione precisa. Talvolta occorre revisionare la pompa o gli iniettori. Prima di concludere per un rifacimento, cominciamo da una diagnosi.

Motore, cambio e assetto

Il sei cilindri è robusto. Fumo allo scarico, pressione dell’olio bassa o rumori della distribuzione orientano verso l’apertura del motore. Il cambio, manuale o automatico, si giudica alla prova su strada. All’anteriore, la culla, i bracci e i silent-block invecchiano; al posteriore, i semiassi oscillanti richiedono regolazioni accurate. Sulla nostra 280 SL, culla e bracci delle sospensioni sono stati laccati di nero e l’avantreno è stato rifatto prima del rimontaggio.

Hard-top e capote

L’hard-top « pagoda » è un elemento a pieno titolo. Le sue guarnizioni, i suoi attacchi e lo stato del padiglione vanno verificati, così come eventuali tracce di corrosione sui bordi. La capote, invece, si giudica dalla tela, dalla tensione e dal meccanismo. Una vettura consegnata con il suo hard-top originale e una capote sana si risparmia due cantieri, e conserva tutta la sua coerenza.

Le insidie del mercato

La falsa 280 SL

Una 230 SL o una 250 SL somiglia molto a una 280 SL. Una sigla si cambia in pochi minuti. Prima di qualsiasi acquisto, i numeri di scocca e di motore devono essere coerenti con la versione dichiarata. La scheda dati di fabbrica, che si può richiedere a Mercedes-Benz Classic, permette di verificare la versione, il colore e gli equipaggiamenti originali.

La scocca truccata

Una Pagoda riverniciata da poco, con cromature nuove e interni rifatti, può nascondere una struttura mai trattata. Esiste anche il contrario: una vettura dall’aspetto modesto, ma sana, è spesso una base migliore. La qualità della scocca conta più dello splendore della vernice.

La documentazione

Fatture, fotografie di un cantiere precedente, storico dei proprietari: una documentazione completa rassicura. Un vecchio restauro senza alcuna fotografia non prova nulla. La nostra pagina auto d’epoca risponde alle domande amministrative più frequenti.

Gli interni

L’abitacolo di una Pagoda è semplice e di grande eleganza. Sedili, pannelli porta, plancia e bagagliaio si rifanno in officina. Sulla 280 SL nera, gli interni sono stati rifatti in pelle cognac, con pieghe cucite, fino al bagagliaio rivestito. La questione se conservare o rifare una selleria originale merita sempre di essere posta; la trattiamo nell’articolo selleria in pelle originale, restaurare o rifare.

Una Pagoda restaurata in officina

La Mercedes-Benz 280 SL Pagoda della nostra pagina Realizzazioni riassume queste fasi. Arrivata su un carro attrezzi, è stata smontata pezzo per pezzo. La scocca è stata messa a nudo, il pianale sigillato, poi la laccatura nera è stata applicata in cabina. Il sei cilindri è stato curato nel dettaglio, l’avantreno rifatto, gli interni rivestiti di pelle cognac. Ultimata, è ripartita per raggiungere il suo proprietario.

Il nostro metodo

Il restauro di una Pagoda si avvia dopo un esame serio. Lei ci invia alcune fotografie, noi poniamo le nostre domande, poi Le giunge un preventivo dettagliato. Viene confermato dopo l’esame della vettura in officina. Tutti i nostri lavori sono eseguiti su preventivo: nessuna Pagoda è uguale a un’altra. Il cantiere Le viene poi mostrato in fotografie, fase dopo fase, che Lei si trovi in Costa Azzurra o altrove in Europa; la nostra pagina clienti europei spiega come si svolge un cantiere seguito a distanza.

Per saperne di più sul nostro lavoro, si vedano il restauro completo e la pagina Mercedes-Benz.

In conclusione

Una Pagoda si giudica dal basso. La linea seduce, la scocca decide. Se pensa a un restauro o a un acquisto, può scriverci, o richiedere un preventivo a partire da qualche fotografia.

Il team di Original Classic & Luxury Cars

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