DB5 e DB6: due generazioni della stessa granturismo
La DB5 viene presentata nel 1963 e prodotta fino al 1965. Prosegue la DB4, di cui riprende la linea disegnata dalla Carrozzeria Touring e i fari carenati, con un motore portato a 4 litri e finiture più ricche. Il film Goldfinger, nel 1964, l’ha resa l’Aston Martin più famosa al mondo; per l’officina è prima di tutto un’auto costruita a mano a Newport Pagnell, e ogni esemplare ha la sua storia.
La DB6 le succede dal 1965 al 1970. Il passo allungato offre veri posti posteriori e la coda tronca, con spoiler integrato, migliora la stabilità alle alte velocità. Esiste in due serie, la Mk I e poi la Mk II, riconoscibile dai parafanghi allargati. La gamma, in sintesi:
- DB5 coupé e DB5 Convertible, dal 1963 al 1965, con la versione Vantage più potente;
- le prime Volante, dette «short chassis», costruite sulla base della DB5;
- DB6 Mk I, coupé e Volante, con una versione Vantage;
- DB6 Mk II, dal 1969 al 1970, coupé e Volante.
Il sei cilindri Tadek Marek di 4 litri
Il motore di DB5 e DB6 è il sei cilindri in linea progettato da Tadek Marek: basamento e testata in alluminio, doppio albero a camme in testa comandato a catena, canne umide. È alimentato da tre carburatori SU, oppure da tre Weber sulle versioni Vantage. A seconda dell’anno e delle opzioni è abbinato a un cambio manuale ZF a cinque marce o a un cambio automatico.
Questo motore sopporta male la trascuratezza dell’impianto di raffreddamento. Un liquido non sostituito attacca l’alluminio e le guarnizioni delle canne: compaiono allora liquido nell’olio, surriscaldamento o un calo della pressione dell’olio. Una revisione del motore inizia dallo smontaggio e dalla misurazione di ogni pezzo; il preventivo si basa poi sullo stato effettivamente rilevato, non su una stima di principio.
La sincronizzazione dei tre carburatori, l’anticipo dell’accensione e lo stato della catena di distribuzione e del suo tenditore si verificano a ogni intervento. Una DB5 ben regolata spinge in modo regolare fin dai bassi regimi e mantiene un minimo stabile.
Superleggera: perché alluminio e acciaio si corrodono
La carrozzeria della DB5 segue il sistema Superleggera della Touring, costruito su licenza: pannelli di alluminio sagomati e ripiegati su un traliccio di tubi d’acciaio, a sua volta fissato a un pianale in acciaio. La DB6 abbandona il traliccio di tubi per una struttura più convenzionale, ma conserva pannelli di alluminio sull’acciaio.
Ovunque i due metalli si tocchino in presenza di umidità si sviluppa una corrosione elettrolitica. Si manifesta con bolle sotto la vernice e una polvere bianca lungo i bordi ripiegati, anche quando il pannello sembra sano. L’acciaio arrugginisce invece in modo classico: sottoporta, pianali, longheroni e punti di ancoraggio del pianale vanno esaminati, meglio se con l’auto sollevata e i rivestimenti smontati.
Un restauro serio apre queste zone, tratta la struttura, sostituisce l’acciaio compromesso e isola di nuovo i due metalli prima di richiudere i pannelli. È un lavoro di carrozzeria e lattoneria che richiede tempo e grande precisione nelle luci, perché la linea di una DB5 non perdona alcun difetto di allineamento.
Come si svolge il restauro di un’Aston Martin DB5?
Il restauro di un’Aston Martin DB5 o DB6 inizia con un esame completo e un preventivo dettagliato voce per voce. Se Lei si trova lontano, un primo parere può essere dato su foto e video; il trasporto dell’auto fino a Mougins è organizzato su richiesta, in Francia e in Europa.
Secondo lo stato, il lavoro può arrivare alla scocca messa a nudo, insieme a meccanica, sospensioni, freni a disco sulle quattro ruote, cablaggio elettrico e tappezzeria. Lei riceve le foto delle fasi importanti e nessun intervento aggiuntivo viene eseguito senza il Suo consenso. L’approccio generale, comune a tutte le Aston Martin d’epoca, è descritto nella pagina restauro Aston Martin.
La tappezzeria è realizzata interamente in officina: sedili, pannelli porta, moquette e cielo, in una pelle vicina a quelle d’origine o in un abbinamento scelto da Lei. Rispettare l’auto com’è uscita dalla fabbrica resta la regola; un’interpretazione più personale è possibile, se lo desidera.
Volante, Vantage, Mk II: cosa verificare
Una Volante aggiunge ai punti abituali la capote, il suo meccanismo e la tenuta dell’abitacolo; una scocca aperta è anche più sensibile alla rigidità e allo stato della struttura. Una Vantage richiede una messa a punto accurata dei carburatori Weber. Sulla DB6 Mk II l’iniezione elettronica offerta come optional è rara e molte auto sono state riconvertite ai carburatori: la configurazione dell’auto si documenta prima di qualsiasi lavoro.
In ogni caso l’officina verifica la corrispondenza dei numeri, la storia disponibile e la natura delle riparazioni precedenti, prima di proporre qualsiasi intervento.
Che cosa fa l’officina per una DB5 o una DB6
Con sede a Mougins dal 2017, l’officina indipendente Original Classic & Luxury Cars si occupa di manutenzione, meccanica, carrozzeria, tappezzeria e restauro completo delle Aston Martin d’epoca. Un’unica squadra segue l’auto dall’inizio alla fine e la fattura dettagliata entra a far parte della sua storia.
DB5 e DB6 condividono la loro epoca con la Jaguar E-Type, l’altra grande inglese a sei cilindri in linea degli anni Sessanta. L’intera marca, dalla DB4 ai modelli recenti, è presentata nella pagina Aston Martin. Per un primo parere, richieda un preventivo su foto e video: lo scambio avviene direttamente, in francese, inglese, russo o arabo.