Restauro Ferrari: da dove si comincia?
Ogni restauro Ferrari comincia con un esame completo, prima di smontare qualsiasi cosa: struttura, carrozzeria, numeri punzonati, meccanica, interni, impianto elettrico e documenti disponibili. Questa ricognizione è la base di un preventivo dettagliato voce per voce e dell’impostazione che decidiamo insieme a Lei: ritorno rigoroso alle specifiche d’origine, oppure un’interpretazione personale nello spirito della vettura.
Il metodo è lo stesso per tutte le epoche, ma le priorità cambiano da un modello all’altro. Una Dino, una 308, una Testarossa o una 456 non invecchiano allo stesso modo. Il nostro approccio generale è descritto nella pagina dedicata al restauro di auto d’epoca.
Ferrari classiche: che cosa chiede ogni generazione
Alcuni riferimenti per inquadrare i punti di attenzione di ciascuna famiglia:
- Dino 206 GT e 246 GT: V6 in posizione centrale, carrozzeria in alluminio sulla 206, in acciaio sulla 246; la corrosione della scocca è il primo tema.
- 308 GTB e GTS, poi 328: V8 centrale trasversale; le prime 308 GTB hanno la carrozzeria in vetroresina, sostituita dall’acciaio a partire dal 1977. Si veda la pagina Ferrari 308 e 328.
- 365 GTB/4 Daytona e V12 anteriori della stessa epoca: carrozzeria che unisce acciaio e alluminio, le cui giunzioni richiedono un’attenzione particolare.
- Berlinetta Boxer, Testarossa, 512 TR e F512 M: dodici cilindri boxer in posizione centrale; i grandi interventi meccanici si eseguono in genere a motore smontato. Si veda la pagina Ferrari Testarossa.
- 456 GT e 550 Maranello: V12 anteriori degli anni Novanta, con più elettronica, dotazioni e interni da ripristinare con cura.
Carrozzerie Scaglietti e Pininfarina: corrosione e lattoneria
Gran parte delle Ferrari classiche è stata disegnata da Pininfarina, e molte sono state carrozzate da Scaglietti a Modena. Queste scocche erano in larga misura formate a mano: due vetture dello stesso modello non sono mai del tutto identiche, e la lattoneria deve seguire le linee della vettura in lavorazione, non una dima generica.
La corrosione colpisce le zone note: sottoporta, parte bassa delle portiere, passaruota, pianali e i punti in cui l’alluminio tocca l’acciaio, sede di corrosione galvanica. La scocca viene portata a lamiera nuda per rivelarne lo stato reale, le lamiere danneggiate vengono riparate o rifatte, poi si ricostituisce la protezione. I dettagli sono nella pagina carrozzeria Ferrari.
Rosso Corsa e colori originali: quale verniciatura?
Il Rosso Corsa resta il colore simbolo, ma le Ferrari sono state consegnate in una gamma molto più ampia, e non tutti i rossi sono uguali. Per un restauro fedele, la tinta originale si ricostruisce dal codice colore e dai documenti, poi si confronta con zone protette della vettura, spesso sotto i rivestimenti. Brillantezza e profondità della finitura vengono scelte in coerenza con l’epoca.
Altri proprietari preferiscono un’interpretazione. La Ferrari 612 Scaglietti fra i nostri lavori, consegnata in grigio argento, è stata riverniciata in bicolore blu notte e crema, con selleria in pelle blu-verde e cavallino rampante ricamato. La sua carrozzeria in alluminio richiede una preparazione e fondi adatti a questo metallo.
Tappezzeria Ferrari: pelle, cuciture e dettagli
Per decenni la pelle Connolly è stata associata agli interni Ferrari. Restaurare una tappezzeria significa ritrovare una pelle, una tinta e cuciture coerenti con la vettura, ma anche ripristinare imbottiture, strutture dei sedili, moquette e pannelli. Quando la pelle originale si può salvare, viene pulita, nutrita e ripresa invece che sostituita.
Tutta la tappezzeria è realizzata in officina, dalla ricostruzione d’epoca all’interpretazione contemporanea, come l’abitacolo turchese di una Ferrari F12. Si veda la pagina tappezzeria Ferrari.
V8, V12, dodici cilindri boxer: restaurare la meccanica
La meccanica segue la stessa logica della carrozzeria: smontare, misurare, decidere. Sulla Ferrari Testarossa fra i nostri lavori, il dodici cilindri boxer è stato smontato dalla vettura, scomposto completamente, i suoi componenti revisionati, poi rimontato, reinstallato e collaudato con una prova su strada. Carburatori Weber sulle prime 308, iniezione Bosch K-Jetronic dalla 308 GTBi: ogni alimentazione ha le sue regolazioni.
I numeri di motore e cambio fanno parte dell’identità della vettura: gli organi originali vengono conservati e revisionati ogni volta che è possibile.
Certificazione Ferrari Classiche: quale ruolo per l’officina?
Ferrari Classiche è il reparto del costruttore che certifica l’autenticità delle Ferrari d’epoca e rilascia, dopo un’ispezione, un certificato accompagnato dal «Libro Rosso». La certificazione spetta soltanto al costruttore: un’officina indipendente non la rilascia e non può garantirla.
Il nostro compito è preservare ciò che conta per una simile richiesta: pezzi originali conservati ed etichettati, numeri punzonati fotografati, scelte tecniche annotate, foto delle fasi inviate durante i lavori, fattura dettagliata. Un dossier completo, prezioso per la vettura qualunque sia la Sua decisione.

