La 280 SL nera ultimata in pieno sole, lacca a specchio.

Mercedes-Benz · SL Pagoda W113

Restauro Mercedes Pagoda: 230 SL, 250 SL e 280 SL

Dal 1963 al 1971 la SL W113 ha unito un sei cilindri a iniezione, una struttura di sicurezza innovativa e un hard top inconfondibile. Le sue versioni, i suoi punti deboli e il modo in cui l’officina di Mougins la restaura.

Mercedes SL W113 “Pagoda”: tre versioni, dal 1963 al 1971

Presentata al Salone di Ginevra del 1963, la 230 SL prende il posto sia della 190 SL sia della 300 SL. Il pianale accorciato deriva dalla berlina W111, da cui riprende la cellula abitacolo rigida e le zone a deformazione programmata davanti e dietro: la Pagoda è spesso indicata come la prima sportiva progettata secondo questo principio.

Il soprannome nasce dall’hard top amovibile, con il padiglione leggermente incavato al centro e rialzato ai lati, che ricorda il tetto di una pagoda e lascia ampie superfici vetrate. Una capote, riposta sotto un coperchio dietro i sedili, lo completa. Cofano, coperchio del bagagliaio e porte sono in alluminio, su una scocca in acciaio. Si susseguono tre cilindrate, tutte con sei cilindri in linea alimentati da un’iniezione meccanica Bosch a pompa a sei pistoncini:

  • 230 SL (1963–1967): 2,3 litri, freni a disco anteriori e a tamburo posteriori;
  • 250 SL (1966–1967): 2,5 litri, albero motore su sette supporti di banco e freni a disco sulle quattro ruote;
  • 280 SL (1968–1971): 2,8 litri, l’ultima e la più diffusa delle tre;
  • dalla 250 SL in poi, una versione California Coupé, fornita con il solo hard top e una panchetta trasversale al posto della capote;
  • cambi: manuale a quattro marce, automatico a quattro rapporti e, più raramente, manuale ZF a cinque marce.

Quali sono i punti deboli di una Mercedes Pagoda?

I difetti di una Pagoda dipendono soprattutto dall’età e dalle riparazioni del passato. L’officina li esamina uno per uno prima di qualsiasi preventivo, in particolare:

  • la ruggine della scocca in acciaio, da cercare prima di tutto nei pianali, nei sottoporta, nei passaruota, nei punti di sollevamento e nel vano capote, dove l’acqua ristagna;
  • i pannelli in alluminio, da riparare con metodi adatti a questo metallo e non come la lamiera d’acciaio;
  • la pompa d’iniezione Bosch e la sua regolazione: un avviamento difficile a freddo, fumo nero o poca ripresa possono dipendere da una taratura alterata quanto da una pompa usurata, e solo la diagnosi lo stabilisce;
  • il ponte posteriore oscillante a snodo unico, le cui boccole e la cui molla di compensazione determinano il comportamento su strada;
  • il cambio automatico, da provare sia a freddo sia a caldo;
  • hard top e capote: guarnizioni, vetri, telaio e chiusure, pezzi difficili da ritrovare quando mancano;
  • cromature, gomme e corrispondenza dei numeri, che pesano sull’autenticità della vettura.

Come si svolge il restauro di una Mercedes Pagoda?

Il restauro di una Pagoda comincia con un esame completo e un preventivo dettagliato voce per voce. Su un’auto stanca arriva fino alla scocca messa a nudo: la ruggine si rivela davvero solo dopo aver tolto vernice e vecchi stucchi, ed è in quel momento che si decidono gli interventi di lattoneria.

La 280 SL Pagoda nera restaurata in officina ne mostra le tappe: un’auto con cambio automatico, scocca messa a nudo, pianale e tunnel in fondo con nuovi cordoni di sigillante, laccatura nera in cabina, sei cilindri curato nei dettagli, avantreno rifatto e poi un interno interamente rifatto in pelle cognac, fino al bagagliaio rivestito.

La verniciatura e la cromatura di paraurti, coppe ruota e modanature sono prese in carico dall’officina, che definisce con Lei il livello desiderato: fedeltà rigorosa all’origine o interpretazione più personale. Il metodo generale è descritto nella pagina restauro di una Mercedes d’epoca.

Iniezione Bosch e meccanica: il tagliando di una 280 SL

Il sei cilindri della Pagoda deve la sua elasticità all’iniezione meccanica: la pompa Bosch dosa il carburante per ogni cilindro in base al regime e al carico. Per questo l’officina controlla prima accensione, compressione, tenuta e alimentazione, poi la taratura dell’iniezione, prima di concludere che una pompa va revisionata.

La manutenzione segue il programma del costruttore: cambi d’olio, punti di ingrassaggio dell’avantreno, freni e tubi flessibili, raffreddamento, regolazioni. Anche un’auto che percorre pochi chilometri ne ha bisogno, perché guarnizioni, manicotti e carburante invecchiano anche in garage. Per un’assistenza regolare, veda il tagliando di una Mercedes d’epoca.

Tappezzeria, hard top e carrozzeria della W113

L’abitacolo di una Pagoda è semplice e leggibile: due sedili, talvolta una panchetta trasversale, un grande volante a corona sottile. I sedili si rifanno in pelle o nel rivestimento sintetico d’origine, con le pieghe cucite dell’epoca; moquette, pannelli porta, rivestimento interno dell’hard top e bagagliaio seguono. La tappezzeria Mercedes è realizzata interamente in officina.

La capote si rifà sul suo telaio, regolata per chiudersi senza forzare; l’hard top richiede guarnizioni nuove e un montaggio preciso per restare a tenuta. In carrozzeria, le luci tra i pannelli, l’allineamento dei paraurti e la qualità delle cromature fanno la differenza tra una Pagoda corretta e una Pagoda giusta.

Che cosa fa l’officina per una Pagoda

Con sede a Mougins, in Costa Azzurra, dal 2017, l’officina indipendente Original Classic & Luxury Cars si occupa di manutenzione, meccanica, carrozzeria, tappezzeria e restauro completo delle SL W113. Riceve foto delle tappe importanti e nulla viene eseguito senza il Suo consenso; il dialogo è diretto, in francese, inglese, russo o arabo.

La Pagoda ha due sorelle maggiori, la Mercedes 190 SL e la Mercedes 300 SL, ognuna con la propria pagina. Per un primo parere è possibile un preventivo su foto e video, a distanza.

In officina

  • Sedile di 280 SL rifatto in pelle cognac, a pieghe cucite.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra 230 SL, 250 SL e 280 SL?

Anzitutto la cilindrata: 2,3, 2,5 e poi 2,8 litri, sempre con sei cilindri in linea e iniezione meccanica Bosch. La 250 SL aggiunge i freni a disco posteriori; la 280 SL, l’ultima, è la più diffusa.

Perché la Mercedes W113 si chiama “Pagoda”?

Per il suo hard top, il cui padiglione leggermente concavo con i bordi rialzati ricorda il tetto di una pagoda. Questa forma allarga anche i finestrini e facilita l’accesso.

Una Pagoda con cambio automatico si restaura come una manuale?

Sì. Il cambio automatico d’origine si diagnostica, si revisiona o si ricostruisce come il resto della meccanica; la 280 SL nera restaurata in officina ne è dotata.

Posso affidare la mia Pagoda all’officina dall’Italia?

Sì. L’esame comincia su foto e video, il trasporto viene organizzato su richiesta in Francia e in Europa e le tappe importanti Le vengono inviate in foto.

Specialista indipendente, non affiliato a Mercedes-Benz.